14 Febbraio 2022

Annata 2021 in Italia

Andamento meteorologico e osservazioni dalle zone viticole in cui opera Vitenova Vine Wellness

Come sempre più spesso accade, anche per l’annata 2021 la stagione è stata caratterizzata da eventi meteorologici contrapposti: gelate primaverili, grandinate e un’estate particolarmente secca dominata, in particolare al Centro Italia, dall’anticiclone africano. A livello pluviometrico, infatti, l’estate 2021 si è classificata come la sesta più secca dal 1800 (deficit complessivo del 32%). Per quanto riguarda le temperature, il 2021 si chiude in Italia come il decimo anno più caldo dal 1800 ad oggi (anomalia di +0,71 °C rispetto alla media 1981-2010), non dimenticando che 9 degli ultimi 10 anni sono tra i più caldi mai registrati (in vetta il 2018, con +1,17 °C). L’andamento meteoclimatico altalenante dell’annata appena conclusa si è inevitabilmente ripercosso in maniera negativa sulla produttività dei vigneti; le stime provvisorie di AssoenologiIsmeaUIV indicano una produzione nazionale di vino inferiore del 9% rispetto al 2020.

In generale, quindi, si potrebbe affermare che l’annata 2021 sia stata un anno caldo e meno piovoso del solito, con produzioni inferiori rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, le differenze tra il Nord e il Sud dello stivale sono risultate importanti. Andiamo ad analizzarle un po’ più nel dettaglio.

L’ANNATA 2021 NEL NORD EST ITALIA

Dopo un inverno caratterizzato da buona piovosità e temperatura nella norma, la primavera si presenta con una prolungata fase di tempo instabile, temperature stabilmente sotto la media (diffuse gelate dei giorni 7 e 8 aprile) e precipitazioni frequenti ed abbondanti. Quest’ultime hanno reso molto difficoltosa la programmazione degli interventi di difesa. La pressione di peronospora nella prima fase della stagione è risultata molto elevata, ma a partire da giugno il clima tendenzialmente secco ha sfavorito lo sviluppo di nuove infezioni. Si segnala un trend in crescita per quanto riguarda la diffusione di giallumi della vite (Flavescenza Dorata in particolare) e la presenza del vettore Scaphoideus titanus, per il quale abbiamo attivato specifici progetti aziendali di monitoraggio. Nonostante l’inizio di stagione freddo e piovoso e la siccità estiva, il bilancio dell’annata è comunque positivo. Grazie all’andamento meteoclimatico molto favorevole di fine agosto e settembre, infatti, la sanità dei grappoli in fase di maturazione e la qualità delle uve alla vendemmia sono risultate tra le migliori delle ultime annate. Complessivamente, sia per quanto riguarda la produttività che la qualità delle uve, si sono distinti i vigneti in cui è stato possibile irrigare nel corso dell’estate.

L’ANNATA IN PIEMONTE

L’ultima parte dell’inverno, in linea con quanto osservato nel resto del nord Italia, ha fatto registrare temperature superiori alla media del periodo, le quali hanno determinato un germogliamento leggermente anticipato. I germogli che presentavano foglie distese, di Nebbiolo in particolare, hanno subito anche gravi danni in seguito agli abbassamenti termici del 7 e 8 aprile. Al contrario di quanto osservato a nord-est, il mese di maggio è risultato secco, fatto che, in associazione alle basse temperature medie del periodo, ha rallentato lo sviluppo della vite e ostacolato l’instaurarsi di patogeni fungini. A partire da giugno, l’innalzamento delle temperature ha permesso di recuperare il ritardo accumulato e la fioritura è avvenuta in maniera rapida e uniforme. Purtroppo, anche quest’anno la grandine non è mancata, particolarmente intensa nell’Alto Piemonte. La scarsità di precipitazioni nel periodo estivo ha determinato un calo delle produzioni medio del 10%, anche se in alcune zone, considerando anche i danni da grandine, la diminuzione supera il 30%.

LA SITUAZIONE IN CENTRO ITALIA

L’abbassamento termico e le conseguenti gelate nelle notti tra il 6 e l’8 di aprile hanno causato danni ai germogli in fase di sviluppo, che in alcune zone presentavano già le prime foglie distese, in diverse aree viticole e in particolare su varietà Sangiovese in Maremma. Lo sviluppo della vite è risultato modesto in questa prima fase della stagione. Già a partire da maggio, ad eccezione dei settori appenninici, tutta l’area ha registrato una diminuzione molto significativa delle piogge mensili, che ha determinato una condizione di prolungata siccità. Se da un lato questa condizione ha fortemente limitato lo sviluppo dei patogeni, dall’altro il processo di maturazione ha subito importanti rallentamenti. Tuttavia, grazie all’attento monitoraggio e alla corretta gestione dei vigneti, le ripercussioni negative degli stress estivi sulle caratteristiche aromatiche e fenoliche delle uve sono state limitate e la qualità dei vini ottenuti è in generale molto buona. I rendimenti a ettaro sono mediamente inferiori del 20% rispetto al 2020.

L’ANNATA 2021 IN SICILIA

La primavera è risultata asciutta, in particolare ad aprile, e seguita da un’estate altrettanto secca e calda; al Sud in generale, con uno scarto di +1.8°C sul periodo 1981-2010, l’estate 2021 si è classificata addirittura come la seconda più calda dal 1800. Il deficit idrico è stato colmato solamente a partire da fine agosto; da notare che poi, in seguito agli eventi intensi di ottobre e novembre, in particolare nella parte orientale della regione si è passati addirittura ad una condizione di surplus idrico. In alcune zone della regione la maturazione delle uve non è risultata regolare; in particolare, quelle a bacca rossa hanno fatto difficoltà a raggiungere la maturità fenolica e mediamente i mosti hanno raggiunto valori di pH molto elevati. Le rese sono risultate piuttosto disomogenee, con produzioni in linea con la media a ovest e contrazioni anche importanti nelle zone viticole orientali.

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